Competenze emotive: perchè ?

Intervista di Maria Vittoria Lanzara a Graziella Allevi, psicologa e psicoterapeuta sul tema "Competenze emotive"

Dott.ssa Allievi, ci può illustrare i motivi per cui l’intelligenza emotiva è una risorsa importante per lo sviluppo armonico di ogni persona?

Coniando il termine intelligenza emotiva, Goleman fa riferimento alla capacità delle persone di riconoscere i propri sentimenti, di rintracciarli negli altri, di motivarsi e di riuscire a gestire le emozioni in maniera positiva sia a livello interiore che nelle relazioni sociali.

Il passo di Goleman è verso un superamento del Quoziente Intellettivo (QI) come unico sistema di riconoscimento delle capacità dell'individuo. Egli infatti riconosce l'importanza del QI  (che ci permette di rilevare in maniera puntuale capacità umane, sì, ma meramente cognitive) e conferisce pari dignità al Quoziente Emotivo (QE - o emozionale, per dirla con il termine dell'autore), che identifica l'indice generale delle abilità emotive, differenti dall'intelligenza e ad essa non più secondarie, ma complementari. Le due intelligenze convivono, si compenetrano e si completano vicendevolmente.

La strada che ci conduce fino al moderno e multiforme dibattito sulla provenienza delle nostre emozioni iniziò ad essere battuta nel 1884, con la pubblicazione dell'articolo di William James “What is an Emotion?”.

Da allora molto si è aggiunto alle nostre conoscenze: il cervello umano contiene circa dieci miliardi di neuroni collegati in modi estremamente complessi. E delle molte cose strabilianti e sconcertanti di cui sono capaci le scintille elettriche all'interno di queste cellule, e i loro scambi chimici, la creazione di emozioni è sicuramente la più strabiliante e la più sconcertante di tutte. Se guardiamo le emozioni con gli occhi della mente, ci sembrano insieme ovvie e misteriose. Sono gli stati cerebrali che conosciamo meglio e ricordiamo con maggior chiarezza, lentamente o all'improvviso, per cause oscure o luminose. Non sempre sappiamo perché ci alziamo con il piede sbagliato, e ci capita di essere scortesi o feroci per ragioni diverse da quelle che secondo noi guidano le nostre azioni. Possiamo reagire al pericolo prima di "sapere" che ne corriamo uno, essere attratti dalla bellezza estetica di un dipinto senza capire consciamente che cosa ci piaccia. Anche se le emozioni sono l'essenza del nostro essere, sembrano avere un proprio piano, spesso realizzato senza la nostra partecipazione volontaria.

La mente è quindi qualcosa di più della semplice cognizione e nel processo emotivo rientrano stati soggettivi di consapevolezza, ma non solo. In situazioni emotive la mente elabora stimoli e controlla le reazioni, per cui le emozioni hanno un ruolo importante nelle nostre esperienze di vita e di lavoro.

Conoscere le proprie emozioni è la chiave di volta dell'intelligenza emotiva […], la capacità di monitorare istante per istante i sentimenti è fondamentale per la comprensione psicologica di se stessi, mentre l'incapacità di farlo ci lascia alla loro mercé.

Essere molto sicuri dei propri sentimenti facilita la gestione dei percorsi di vita e di lavoro.
Chi possiede una percezione più sicura e ferma di ciò che prova, riesce a muoversi meglio nelle scelte e nelle decisioni personali.

Dato l’attuale contesto socio-relazione, influenzato anche da un forte senso di precarietà economica, in che modo le competenze emotive possono essere, oggi più di ieri, un supporto indispensabile per le persone ?

La diffusione di interventi formativi di alfabetizzazione emozionale, il diffondersi di esperienze formative centrate sulla crescita emozionale, delle pratiche di coaching, simulazione, outdoor training piuttosto che di counseling ci forniscono il polso della situazione.  In effetti ovunque si colgono espressioni su ciò che fa la differenza oggi: non solo competenze tecniche e conoscenze, ma anche e soprattutto capacità di gestire le relazioni, di saper comunicare le proprie emozioni, di saper entrare in contatto e in sintonia con gli altri, di fare gruppo, di fare squadra.

E' così che si ricerca una risposta alle necessità di crescita, di ricerca del benessere personale e professionale, di miglioramento delle capacità di problem solving, di miglioramento dei rapporti interpersonali, di accrescimento della consapevolezza di sé, di elaborazione e gestione delle emozioni, di ricerca della motivazione, di sviluppo professionale, di sviluppo delle conoscenze, degli atteggiamenti, dell'ascolto, della comunicazione, in breve: di soluzioni per condurre una vita più piena di senso, più soddisfacente e ricca di risorse, sia dal punto di vista personale che professionale.

Il diffondersi di esperienze formative centrate sulla crescita emozionale ci autorizza a compiere uno sforzo - e in qualche modo ce lo impone anche – verso il riconoscimento di una necessità collettiva, quella dell'appropriazione piena della propria competenza emozionale, che non può però essere scissa dal bisogno fondamentale di una sua applicazione consapevole, diffusa quanto cauta, ai processi formativi, con l'obiettivo di dotare di senso l'apprendimento e di rendere la formazione la chiave di volta per lo sviluppo personal-professionale della persona, ove qualità e abilità quali l'autocontrollo, la sicurezza di sé, la comunicazione efficace, l'espressione dei sentimenti, l'arte di ascoltare, di risolvere i conflitti e di cooperare, la capacità di costruire network, l'attitudine a convincere, l'empatia, l'equilibrio e la creatività la fanno da padrone.

Quando si parla di emozione si pensa subito allo stress o alla rabbia, alla paura … gli studiosi ci dicono che esse sono tante e diverse. Come fare una buona formazione alle emozioni?

Possiamo rintracciare cinque ambiti principali dell'intelligenza emotiva. In ciascuno di essi sono contenute capacità specifiche che ci supportano nelle nostre azioni, determinano il modo in cui controlliamo noi stessi (ambito personale) e gestiamo le relazioni con gli altri (ambito sociale).

Il percorso per portare l'intelligenza nella sfera delle emozioni è un percorso fatto di cinque tappe:

Va da sé che ciascuno di noi può avere capacità diverse in ciascuno dei cinque ambiti.

Quale la funzione di una formazione esperienziale, svolta in gruppo, per lo sviluppo delle emozioni?

Rivedere in “aula”, come in una specie di laboratorio, le proprie emozioni agendo attraverso metafore, giochi di ruoli e svariate altre attività, consente di dare forma al proprio sentire comprenderne la forza, l’origine e la destinazione.

Questo è il primo passo per poter orientare l’energia emotiva e viverla positivamente!



In partenza in 6 aprile un ciclo di 7 incontri organizzato da Siforma e
rivolto a giovani ed adulti interessati a migliorare il self control, l’empatia, l’ascolto

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